Leyendas del Rock 2009

Colegio Carrion, SAN JAVIER 14, 15 AUG 2009

Per un attimo si e’ temuto che la quarta edizione del Leyendas del Rock dovesse saltare: problemi logistici, la concorrenza con i mega festival estivi e, non ultimo, la maledetta crisi che alleggerisce senza pieta’ i nostri portafogli, sembravano aver inferto al festival un colpo durissimo…

Ma la grinta e la passione del temerario Marcos Rubio, organizzatore del Festival hanno avuto la meglio ed eccoci a San Javier, cittadina del sud della Spagna situata a poca distanza da Murcia e a due passi dal bellissimo Mar Menor.

Organizzazione impeccabile sotto tutti i punti di vista con tanto di improvvisata notturna di consigliere comunale con Sindaco (donna) di San Javier che si sono fatti fotografare con tanto di copia di Metal Maniac tra le mani…

Festival quindi salvo anche se in edizione ridotta; non piu’ 2 giornate come di consueto ma si suonera’ solo di sabato, con un party gratuito di benvenuto nella serata di venerdi’ dove alcune band locali, per altro di ottimo livello, si alterneranno sul palco..

Lungo il perimetro del grandissimo campo sportivo in terra battuta, sede dell’evento, mercatini, bancarelle di cd e mercanzia metallica nonche’ chioschi con generi di conforto di ogni tipo (e a prezzi ragionevoli) aiutano a tirare “quasi” in scioltezza fino verso le 2.00.

Sabato mattina, ferragosto. I cancelli aprono a mezzogiorno. Il sole spacca i sassi e la temperatura e’ decisamente alta: c’e’ di buono pero’ che il caldo e’ secco e di tanto in tanto si alza una piacevole brezzolina che garantisce la sopravvivenza.

Primo giro di pista, primi saluti ai ritrovati e sempre simpatici e calorosi amici metallici e si parte con gli AZRAEL. Sono di Granada e, benche’ l’orario non sia proprio da Headliner, non si puo’ certo dire che siano degli inesperti debuttanti. Combinano con grande gusto un Metal roccioso e affilato (“Todo/Nada”) a un Hard Rock melodico ed elegante (come l’acclamatissima “Tan solo Libre”). Miguel Carneiro, voce del gruppo, oltre alle indiscusse doti vocali e’ un grande frontman, guascone quanto basta e sempre in movimento riesce a trascinare il pubblico nonostante l’orario poco ortodosso e il sole allo zenith. Con “Mafia” dall’album omonimo e “Sacrificio”, da Dimension IV, l’album forse piu’ duro e preferito dallo zoccolo duro dei fan degli Azrael, terminano uno show assolutamente positivo sotto tutti gli aspetti.

Qualche minuto di pausa ed e’ la volta dei BEETHOVEN R..: il primo album e’ del ’98 ma loro sono in giro da molto prima (alcuni membri suonavano con gli storici Bella Bestia). Hanno una grandissima presenza scenica e riescono a coinvolgere alla grande il pubblico con il loro Heavy-Rock di stile ottantiano. Approfittano del Festival per distribuire in anteprima il nuovissimo album “Mas vale tarde…que nunca” (meglio tardi che mai). Bravi anche tecnicamente e con esperienza da vendere. Ottima prova anche la loro.

Sono quasi le tre del pomeriggio quando sale sul palco LEO. Dal 1999 al 2005, con quattro album alle spalle e’ stato il cantante dei Saratoga, successivamente fondatore degli Stravaganzza e oggi leader di una Band che porta il suo nome. Ha una voce impressionante, potente che riesce a raggiungere altezze impensabili; ha alle spalle un gruppo molto compatto con un chitarrista che ricorda, non solo fisicamente, Zack Wilde sbarbato e che dispensa riffs di chitarra rabbiosi e granitici tra thrash vecchio stile e cose piu’ recenti alla Machine Head. A essere sincero li trovo un po’ carenti a livello compositivo, ma dal vivo fanno davvero la loro porca figura. Apoteosi (forse non sono l’unico a trovare i pezzi Leo un po’ indigesti…) quando parte la cover di Enter Sandman dei Metallica.

Breve pausa, cambio di scena ed e’ la volta di un gruppo amatissimo in Spagna, i LUJURIA, reduci da vari festival estivi tra cui lo Sweden Rock Festival di luglio.

La fama e l’amore riservatigli dal pubblico dipendono molto anche dal suo frontman, Oscar Sancho, una vera furia, dinamite pura. Sempre impegnatissimo nel supportare e diffondere il verbo metallico, oltre che impegnato in varie attivita’ extramusicali, umanitarie e filantropiche, non smette un attimo di fare casino e di coinvolgere il pubblico. Brevi ma frequenti e divertentissime arringhe che ricevono ovazioni e boati di giubilo.

Partono a bomba con la versione di Doctor Doctor degli Ufo (naturalmente spagnolizzata) seguita da pezzi classici del loro repertorio come Corazon de Metal, Cae la Mascara, un’altra cover “Shot in the Dark” (che in spagnolo diventa –para matar-) di Ozzy per concludere con un inedito “Estrella del Rock” dedicata a Javier Galvez, manager dei piu’ grandi gruppi storici spagnoli, scomparso di recente. Lo show finisce ma l’energia e l’adrenalina aleggiano ancora per molto.

Sono circa le cinque emmezza quando Rafa Basa, altro storico e mitico personaggio del Metal spagnolo, nonche’ presentatore e voce narrante del Festival annuncia l’entrata dei SARATOGA. Nascono come “supergruppo” nei primi anni ’90 e sono tutti veterani della scena Metal spagnola. Ad oggi l’unico superstite della formazione originale e’ il simpatico, virtuoso e tarantolato bassita Nico del Hierro che salta, si contorce e spernacchia senza interruzione. Sono uno dei gruppi i piu’ amati dal pubblico; il nuovo cantante Tete Novoa, chiamato a sostituire il carismatico Leo, ha saputo dimostrare di avere qualita’ da vendere non solo dal punto di vista vocale ma anche scenico. E’ parecchio tamarro, sempre con pettorali e “tartaruga addominale” bene in vista, ma simpatico, e si fa’ perdonare…

Ottimo il lavoro del virtuoso chitarrista Tony Hernando (da poco uscito anche in Italia con un disco solista) cosi’ come quello del batterista Andy C., ex Dark Moor. Tra i pezzi piu’ apprezzati, la tiratissima “Dueño del aire” con la quale aprono le danze, Perro Traidor e El Vuelo del Halcon dall’ultimo album VII.

Altro cambio di scena, altra birretta ed e’ il turno di uno dei gruppi storici piu’ amati in Spagna:MURO. La formazione e’ quella con la quale hanno esordito nel 1986: Silver (attualmente voce nonche’ leader dei Silver Fist) e compagni sono riusciti a recuperare Miguel Angel Navarro detto “el largo” (il lungo) dopo la bellezza di 17 anni di inattivita’ musicale! Si vede e si sente pero’ che ultimamente si e’ applicato perche’ il risultato e’ notevole. La musica dei MURO e’ il piu’ classico de classici Heavy Metal anni ’80 ed e’ per questo che, penso di poter affermare senza timore di smentita, piace a tutti, ma proprio a tutti i presenti. Non sono piu’ attivi come gruppo, l’ultimo album in studio risale al 2001,e bisogna approfittare di queste occasione estive per poterli rivedere all’opera. Si parte a tutta velocita’ con “Acero y Sangre” seguita da “Juega Fuerte” per rallentare leggermente con la cadenzata “Amos de la oscurudad”

Anche Silver e’ un ottimo arringatore di folle e classici come “Corazon de metal”, “Telon de acero” o “Traidor” sono cantati in coro da tutta la platea che, a fine serata, superera’ le cinquemila unita’. La chiusura e’ affidata a un altro grande classico, “Mirada Asesina”: ancora pogo e headbanging per quello che a mio avviso e’ stato lo show piu’ adrenalinico e coinvolgente dell’intero Festival.

Altro personaggio che ha fatto la storia del Hard Rock progressivo spagnolo e’ Jose’ Carlos Molina leader, carismatico leader, cantante e flautista degli ÑU. Accompagnato alla chitarra dal veterano Manolo Arias e dal tastierista Peter Myer che non ha smesso un attimo di maltrattare un meraviglioso Hammond di annata, ha dato vita ad un ottimo concerto anche se durato leggermente meno del previsto. Chi lo conosce sa’ che non ha proprio un caratterino facile: qualche problema audio durante l’esibizione lo ha fatto innervosire facendolo finire con un poco di aticipo rispetto alla scaletta prevista. Fantastica comunque l’esecuzione di pezzi come “El flautista” e “El Tren”.

Alle 21 e 30 il sole e’ finalmente calato e salgono sul palco LOS SUAVES. Suonano dai primissimi anni 80 e sono capitanati da Yosi, anche lui personaggio pieno di simpatia e carisma, con qualche “problemuccio” con la bottiglia. Ha una voce ruvida, quasi afona che ricorda quella di Lemmy. Sul palco si aggrappa al microfono e quando si muove ciondola e caracolla; ogni tanto “finge” di lanciarsi sul pubblico, bloccato tempestivamente dalla security del gruppo (che, nel dubbio…interviene). Non sono proprio un gruppo Metal, suonano Hard Rock “urbano” con testi a volte crudi che parlano di vita, morte, emozioni… In genere si amano o si odiano: io li amo ed evidentemente anche il foltissimo pubblico che canta tutti i pezzi insieme a loro.

Sono le 23.00 tocca ai WARCRY, headliner del Festival, e gruppo che al momento sta’ riscuotendo in Spagna il successo maggiore. L’ultimo disco “Revolucion” e’ effettivamente una bomba. Victor Garcia alla voce e Pablo Garcia alla chitarra riescono a creare delle melodie davvero efficaci e ipnotiche supportate da una sempre robusta e terremotante base ritmica. Aprono con “La ultima Esperanza”, brano tiratissimo che scatena il pogo dei fans accalcati sotto il palco. La voce di Victor Garcia, potente e ruvida, non perde un colpo cosi’ come si dimostra impeccabile e sicuramente all’altezza della situazione il bravissimo Pablo Garcia (che, per la cronaca, non e’ il fratello) che unisce a un’ottima tecnica, un gusto eccezionale. Grandissimo successo con il pubblico che canta a memoria praticamente ogni pezzo.

Siamo quasi alla fine…la stanchezza comincia a farsi sentire ma non posso perdermi gli OBUS, pioneri del metallo spagnolo. Il cantante e fondatore, Fortu Sanchez, ha i suoi annetti ma li porta bene. La voce e’ sempre potente e la sua presenza sul palco non passa inosservata.

Tra fuochi d’artificio e giochi pirotecnici vari si muove in modo lascivo e bislacco affiancato dal fido Paco Laguna chitarrista del gruppo sin dal 1981. Al basso, piacevole sorpresa, lo strepitoso Pepe Bao, ex Medina Azahara.

Anche i SAUROM mi interessano: non credo di farcela fino alla fine (sono le 2 passate) ma almeno qualcosa voglio vedere. Ed effettivamente non mi pento e confermo le voci positive che girano sul loro conto. Il gruppo, giovane ma gia’ molto compatto, suona un genere molto simile a quello dei maestri Blind Guardian e anche la voce di Miguel ricorda non poco quella di Hansi. Non sono pero’ delle copie, ci mettono molto del loro……

Riesco a sentire i primi tre pezzi poi, dopo circa 14 ore di concerti, in preda a visioni mistiche crollo…

Naturalmente non me ne posso andare prima di aver salutato i carissimi fratelli metallici rivisti o conosciuti: Marcos Rubio naturalmente,organizzatore del Festival (ha pure voluto una foto con tanto di Sindaco di San Javier che regge una copia di Metal Maniac), Oscar, Silver, Juan Destroyer, Kamelot….Hasta el año proximo, hermanos!

Festival riuscitissimo benche’ in versione ridotta, buoni, in linea di massima, volumi e amplificazione, e azzeccata la spaziosissima location (certo se avesse piovuto tutta quella terra battuta qualche problemino lo avrebbe potuto creare…). Il Leyendas del Rock e’ un festival amatissimo in Spagna e i metallari spagnoli sono ammirevolmente molto orgogliosi dei loro gruppi che, benche’ poco conosciuti a casa nostra, “spaccano” alla grande . Chissa’ se l’anno prossimo qualche temerario metallaro tricolore si unira’ alla spedizione di Metal Maniac… di sicuro’ non se ne pentira’!


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