LEYENDAS del ROCK 2012


LEYENDAS DEL ROCK VII

17-18 agosto 2012

Beniel (Murcia)

Report e foto Cesare “D” Macchi

Quest’anno piú che mai , la costanza, la tenacia e l’infinita passione di Marcos Rubio, organizzatore del Festival giunto quest’anno alla settima edizione, sono stati ampiamente premiati.

Affluenza degna di una grande Festival internazionale fin dal primo assolatissimo pomeriggio di venerdí, quando gia diverse centinaia di persone sono presenti sotto il palco per applaudire gli Iron What (?), tribute band della Vergine di Ferro. Siamo nel sud della Spagna e in agosto fá davvero caldo alle cinque del pomeriggio; nessuno si lascia peró scoraggiare e metallari provenienti da ogni angolo della penisola Iberica continuano ad affluire e a stiparsi nelle prime file per supportare il classiscissimo metal di stampo ottantiano degli Oker, capitanati dalla carina quanto grintosa cantante Xina e dagli altrettanto integralisti STEEL HORSE, cresciuti a pane Judas ed Iron Maiden. Arrivano dalle isole Canarie gli Hybris; sempre di metal classico si tratta, anche se piú maturo e con grandi melodie che pongono la band capitanata dal potente vocalist Pacho Brea (ex Ankhara) piú di un gradino sopra ai gruppi precedenti. Come sempre il contorno del Festival é accogliente e familiare: birra a prezzi assolutamente “friendly”, ottimi tranci di pizza, grandi piastre sulle quali sfrigolano grossi blocchi di carne, salamelle e salscicce belle unte come piace a noi uomini di metallo!

La temperatura comincia finalmente a scendere sotto i trenta gradi quando alle 20.15 salgono sul palco i VHÄLDEMAR, gruppo dei Paesi Baschi dedito a un ottimo Power-Speed Metal tipicamente teutonico con buoni pezzi spesso a metá strada tra Gamma Ray e Manowar! Ottima presenza scenica e grande cantante la cui voce, guarda caso, ricorda vagamente quella di Kai Hansen. Calano le tenebre giusto in tempo per creare la malefica atmosfera necessaria al violentissimo Black Metal dei NOCTEM. Gruppo assolutamente professionale e con grande attitudine che puó tranquillamente competere con gruppi ben piú blasonati. Quarantacinque minuti di pura violenza e spettacolo davvero coinvolgente diretto sapientemente dall’oscuro incappucciato cantante Beleth. Ci immergiamo in tutt’altra atmosfera con i ROSA NEGRA gruppo di Heavy Rock le cui origini risalgono ai primi anni ’80. Della formazione originale troviamo i fratelli León , Jorge alla batteria e Tony alla voce e chitarra; immancabile alla chitarra solista il giovane Miguel Ángel "Cachorro". Emozionante ascoltare canzoni come “Paranoicos”, "Traficantes del Rock" o la ballad piena di pathos “el beso de Judas”. Esibizione apprezzatissima da tutti, vecchi e giovani rockers. Altro gruppo storico con un seguito assolutamente eterogeneo sono i MEDINA AZAHARA, gruppo con oltre trent’anni di storia, portabandiera del Rock Andaluso. Tecnicamente ineccepibili e con canzoni che mescolano sonoritá decisamente Heavy Rock ad atmosfere arabeggianti (vengono da Cordoba, per secoli governata dagli arabi) non deludono mai, coinvolgendo in maniera totale tutti i presenti. Manuel Martinez, voce e leader del gruppo sfoggia una t-shirt con l’immagine del Che e dimostra di essere in grande forma nonostante la non piú verdissima etá. Altrettanto grande, Paco Ventura alla chitarra, che anche nei momenti di massimo virtuosismo non trascura mai il cuore.”Velocidad”, "Paseando por la mezquita", e l’immancabile “Cordoba”, tra i momenti piú alti della serata. I LEÑERA, tribute band dello storico gruppo madrileño di Rock urbano LEÑO, chiudono la serata.

Inutile dire che sabato mattina alle 11.20 il sole pesta gia impietosamente; c’é di buono che il caldo é secco e che tanti piccoli getti di acqua vaporizzata posti vicino ai posti di ristoro, riescono a dare un po’ si sollievo. Il Leyendas é un festival molto tradizionale cosí come lo é l’heavy pesantemente influenzato da Saxon-Iron-Judas degli IRON CURTAIN. Non é ancora mezzogiorno ma l’affluenza é gia notevole e il pubblico reagisce alla grande. I VITA IMANA escono un po’ dagli schemi dalla tradizione proponendo un metal “tribale” tra l’hardcore e un violentissimo death metal. Il carisma e l’energia del cantante sono davvero eccezionali ed il pogo durante la loro esibizione sará constante e bestiale. Buona anche l’esibizione dei DUNEDAIN, gruppo Power considerato in Spagna tra i principali portabandiera del metal nazionale di “terza generazione”. Grandi melodie (“El año de la Rabia”, “Una Razón”…) cantate in coro dai numerosissimi fans madidi di sudore stipati nelle prime file. Un crescendo di energia classe e potenza con i successivi SPHINX,capitanati da uno sterpitoso Manuel Rodríguez alla voce, e AZRAEL, con il nuovo e altrettanto fenomenale cantante Marc Riera da Ibiza sostenuto dal lavoro chitarristico con non pochi richiami ai Symphony X del veterano Mario Gutiérrez.

Entrambi gruppi di grande esperienza, sono in giro da ormai diversi anni ma purtroppo rimangono quasi completamente sconosciuti al di fuori dei confini Iberici per la loro scelta (comune alla maggiorparte delle band spagnole) del cantanto in lingua. Alle 15.30 del pomeriggio la temperatura sale ulteriormente e le fresche birrette ingurgitate sembrano evaporare ancora prima di raggiungere l’affaticato gargarozzo. Non sembra invece patire alcuna sofferenza il mastodontico cantante dei CENTINELA che, ben piantato in mezzo al palco surriscalda ulteriormente la platea con la cadenzata “Hueso y Piel” tratta dal recentissimo album “Pura Satisfacción”. Gruppo compatto e affiatatissimo riscuote grandissimo successo e si contende con i Vita Imana il primato del pogo sottopalco. Come sempre acclamatissimi i LUJURIA dell’istrionico Oscar Sancho, oggi completamente vestito di bianco. A parte le sue consuete dimostrazioni di solidarietá nei confronti delle lotte popolari e le sue invettive contro ingiustizie e marciume politico, riesce a coinvolgere il pubblico con uno spettacolo davvero pieno di energia. Al suo fianco i fedelissimi Javier Gallardo, il distinto, Julio Herranz il piccoletto alla chitarra e Jesús Sanz “Chepas” seconda chitarra e prima bottiglia di Jack Daniels. “La favorita del Rey”, “Cae la mascara”, “Estrella del Porno” per citare solo alcuni dei loro inni e la degna conclusione con l’inossidabile “Corazón de Heavy Metal”. Immancabili al Leyendas del Rock e con un grandissimo seguito anche i SARATOGA. Il bassista e mente del gruppo Niko del Hierro dá sempre spettacolo con le sue acrobazie mentre ad accontentare il pubblico femminile ci pensa il giovane cantante Tete Novoa con bicipiti e addominali sempre bene in mostra. Estetica a parte, la sua voce raggiunge livelli davvero altissimi senza mai dare segni di stanchezza o cedimento. Aprono lo show con “Juicio Final”, tratto dal nuovissimo Nemesis e proseguono pescando da tutto il repertorio piú o meno recente. La chiusura spetta alla storica “Vientos de Guerra” del 99. Forse il primo gruppo di cui qualcuno ha sentito parlare anche da noi sono gli ANGELUS APATRIDA. Il fresco contratto discografico con Century Media gli ha dato la possibilitá di effettuare il definitivo salto qualitativo affiancando il loro nome ai nuovi grandi del Thrash. Diversi i pezzi tratti dall’ultimo devastante “The Call” oltre che dagli ormai collaudatissimi brani della discografia precedente come “Blast Off”, “Clockwork” o "Give´m War". A loro, in assoluto, la palma d’oro per il massacrante pogo. É il momento del primo gruppo “straniero” in cartellone, gli svizzeri ELUVEITIE. Freschi dell’ottimo Helvetios, danno prova di essere un gruppo compatto ed originale occupando un posto di assoluto rilievo in una scena forse ultimamente un po’ inflazionata come quella del Folk Metal. I primi tre brani del nuovo album “Prologue”, “Helvetios” e “Luxtos”sono anche quelli che aprono il concerto. Il pubblico spagnolo dimostra di apprezzare notevolmente le sonoritá aggressive ed allo stesso tempo evocative proposte dagli svizzeri. Con “Kingdome come undone” e “Havoc” concludono un buon concerto che ci mostra un gruppo in ottima forma.

Anche gli AVALANCH, uno dei gruppi maggiormente seguiti in terra spagnola, dimostra di essere in splenida forma.

Alberto Rionda, chitarra e mente indiscussa del gruppo suona sempre in maniera abbastanza compassata lasciando allo scatenato Ramon Lage il compito di coinvolgere ed aizzare le folle. Grande spazio viene dato naturalmente al nuovo pretenzioso lavoro concepito in lingua inglese per cercare di varcare i confini iberici. L’album “Malefic Time: Apocalypse” é quasi un capolavoro e dal vivo rende molto bene anche se a mio avviso la stupenda e malleabile voce di Lage rende meglio con le sonoritá del castigliano. Trovano spazio altre perle della loro discografia come “Alas de Cristal”, “Semilla de rencor”, “Pies de barro”, “Lagrimas negras”. Bravissimi tutti, e pubblico in delirio, tra i migliori del Festival. Gli STRATOVARIUS dovrebbero rappresentare la principale attrazione internazionale del Festival ma si dimostreranno a mio avviso la grande delusione, dando prova di essere ormai un gruppo fiacco e privo di mordente. Dopo una intro piuttosto noiosetta partono con la non particolarmente inspirata “Under Flaming Skies”.Si prosegue migliorando con “Against the Wind” da Fourth Dimension per ricadere purtroppo nell’anonimato di “Deep unknown”. Dopo un inizio tanto faticoso mi aspetto ora qualcosa di esplosivo. E invece cosa ci aspetta? Eternity! Da Episode, forse il miglior album degli Strato, e dopo un inizio di concerto assolutamente non sfavillante, decidono per un pezzo di sette minuti di una noia mortale. Mi arrendo e vado a investite due euro in una fresca birra media. Non mancheranno i grandi classici come “The kiss of Judas”, “Black Diamond” o “Hunting high and low” ma nel complesso lo show é deludente. Kotipelto si impegna e canta anche abbastanza bene ma sul palco non c’é un gruppo, ci sono cinque (seppur) ottimi musicisti impegnati ognuno a svolgere il proprio lavoro. Meno male che é la volta dei WARCRY, gruppo asturiano che in Spagna ha davvero un enorme seguito. Non deludono mai, e ogni loro concerto si trasforma sempre in una grande festa. Per premiare i numerosissimi fans che a gennaio avevano riempito la plaza de Toros di Madrid per la registrazione del live dvd, i nostri propongono una set list che affianca al loro ultimo lavoro Alfa, pezzi di tutta la loro discografia mai suonati dal vivo. Ora sí che abbiamo a che fare un gruppo compatto che interagisce con il pubblico in ogni momento non risparmiando battute, sorrisi, sudore. Sicuramente lo show piú seguito e apprezzato dal pubblico del Leyendas. La mezzanotte é passata da piu’ di mezz’ora quando é il turno dei BANZAI, gruppo nato a Madrid nei primi anni 80. I leader storici della band, ovvero il chitarrista Salvador Domínguez e il cantante José Antonio Manzano danno veramente il massimo e ricevono grandissimo apprezzamento non solo dai vecchi rockers nostalgici ma anche, se non soprattutto, dai giovani che all’esordio del gruppo non erano ancora nati. Stesso discorso vale per gli immancabili OBUS, che insieme ai Baron Rojo, possono essere considerati il vero emblema del Metal spagnolo. Il primo disco é del 1981 e da allora, con qualche pausa di riflessione e qualche cambio di formazione, tengono duro! Il frontman, Fortu é un personaggio pazzesco, magnetico; calamita a sé l’attenzione del pubblico che lo segue e asseconda in ogni sua richiesta! Paco Laguna alla chitarra, l’altro membro originale del gruppo, é sicuramente meno istrionico ma non meno incisivo e fondamentale nel dare vita e struttura con i suoi riffs ai tantissimi classici cantati in coro da tutto il pubblico. Sotto la solita pioggia di scintille aprono lo show con la consueta “Corre mamon” per proseguire senza sosta con classici come “Te visitará la muerte”, o “Dinero, Dinero”. Ci sarebbero ancora i SAUROM, gruppo spesso paragonato ai Blind Guardian sia per lo stile che per le tematiche dei loro brani, ma sono le tre meno dieci della mattina e, davvero, non ce la posso fare.

Questa settima edizione del Festival si é rivelata un successo strepitoso: accesso limitato a 5000 persone e, a occhio e croce, c’erano tutte! Grazie Marcos!

Pubblicato sulla rivista METALMANIAC


Post in evidenza
Post recenti