LEYENDAS del ROCK 2014

LEYENDAS DEL ROCK – IX

07,08,09 aug 2014

Villena (Alicante)

Si era già intuito lo scorso anno che il Leyendas del Rock si stava trasformando in qualcosa di più di un Festival "d'élite" riservato per lo più ai fedelissimi della scena Rock-Hard-Heavy iberica.

Non manca assolutamente la presenza di gruppi spagnoli, ai quali viene in genere concesso il palco secondario ma i nomi che spiccano sul cartello sono ormai quelli di band di assoluto valore che avvicinano ed elevano sempre di più il Leyendas del Rock al livello dei grandi festival estivi europei.

La location é una meraviglia: un moderno impianto sportivo con campo da calcio in soffice erbetta (fá quasi male calpestarla con gli anfibi) confinante con una spettacolare piscina olimpionica. Due palchi principali affiancati che permettono di eliminare i tempi morti (tutti gli orari saranno rispettati con precisione svizzera) e un palco secondario benché di tutto rispetto.

La prima serata, gratuita, é principalmente dedicata a tribute band (Lizzies, Motorhits, Display of Power) e a band locali di un certo successo in (El Reno Renardo e gli esilaranti Mojinos Escozios) con le loro parodie metal.

Gli IN EXTREMO sono però i veri mattatori della serata. Sempre trascinanti dal vivo, riescono a coinvolgere il numeroso e variegato pubblico con le loro coloratissime sonorità medieval-folk. Peccato soltanto la totale assenza di scenografia ed effetti pirotecnici che avrebbero impreziosito lo show.

E' Fernando Ribeiro con i suoi MOONSPELL a darmi il benvenuto nella calda giornata (oltre 35 gradi) di venerdì. Nonostante il caldo e la forte luce del giorno i portoghesi riescono a dare vita ad un intenso, ottimo spettacolo.

Immancabili classici come “Vampiria”, “Ataegina” e “Opium”.

Grandissimi HELL, non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello di presenza scenica.

Il cantante-attore David Bower riesce ad ammaliare e a calamitare l'attenzione del pubblico ipnotizzato dalle sua voce e dalle sue movenze. La band è solidissima e, con un look mortifero (un po' a la Famiglia Addams a dire il vero), ci regala un'ora di grande musica e passione. Davvero bravi, sicuramente tra i migliori. Poco convinti mi sono sembrati invece gli STRYPER. Anche loro, come il giorno prima gli in Extremo, senza uno straccio di scenografia né una particolare attenzione all'abbigliamento, che nei loro tempi d'oro aveva sicuramente giocato un ruolo importante. Michael Sweet canta sempre molto bene e anche la chitarra di Oz Fox suona sempre alla grande ma il risultato globale dell'esibizione è risultato a mio avviso un po' appannato. Con tante buone canzoni di cui disporre ho anche trovato fuori luogo inserire la bellezza di tre cover (Breaking the Law dei Priest, Shout it out Loud dei Kiss e Ain't talk about love dei Van Halen) nell'oretta a loro destinata.

Devo camminare di buona lena in direzione del palco secondario se voglio riuscire a sentire almeno un paio di pezzi dei KHY, gruppo spagnolo di Patricia Tapia, corista dei Mago de OZ. Grandissima voce e un nutrito pubblico (nonostante la concorrenza internazionale) sotto il palco ad acclamarla.

Di corsa verso il main stage perchè non voglio perdermi uno dei miei erori di sempre, Jeff Waters ed i suoi ANNIHILATOR. Simpatico e adrenalinico come sempre il buon Jeff, sostenuto dal fedele e ormai stabilissimo cantante/chitarrista Dave Padden ci delizia con una formidabile set list che pesca prevalentemente dal repertorio più datato.

“King of the Kill”, “Set the World on Fire”, “Alison Hell”, “I'm in Command”, “Road to Ruin”, Human Insecticide”...e scusatemi se vi ho tediato con un elenco di titoli ma volevo rendere bene l'idea del livello dell'esibizione. Devo nuovamente correre per poter assistere all'inizio dello show degli spagnoli CENTINELA del corpulento cantante Josè Cano, tanto grosso nel fisico quanto acuto e tagliente di ugola. Sono sufficienti i primi pezzi e la reazione del pubblico per capire che sono in grande forma e che hanno intenzione di spaccare sul serio. Nel frattempo sul palco principale stanno suonando gli ARCH ENEMY. La nuova cantante Alissa White-Gluz, oltre ad essere una ragazza incredibilmente bella nonché grintosissima, si è integrata alla perfezione riuscendo a non far rimpiangere la seppur mitica Angela Gossow, per più di dieci anni marchio di fabbrica del gruppo.

La band è solidissima e massiccia e tutti i pezzi dal vivo sono suonati con una precisione tale da sembrare quasi di assistere ad un'esibizione in play back! Impressionanti. Aprono con la devastante “Yesterday is Dead and Gone” e chiudono con la altrettanto bestiale “Nemesis”. Pogo sfrenato nel moshpit e metalheads in delirio. Mi prendo qualche minuto per curiosare nelle tante coloratissime bancarelle di cd, abbigliamento metallico vario, gadgets etc e per scegliere qualcosa di buono da mettere sotto i denti considerando che i prezzi sono davvero alla portata di tutti. Da molti (ma non da me) considerati headliner della serata, è la volta di Blackie Lawless e dei suoi WASP. Ormai da tempo abituato alla sua figura appesantita rimango comunque impressionato positivamente dall'andamento dello show: tanto statico lui quanto frizzante e motivata la band che lo sostiene. Nessuna grande novità nella set list infarcita dei soliti grandi inni che lo hanno reso famoso, da “Wild Child”a “Blind in Texas”, da “Sleeping in the Fire” alla immarcescibile “I Wanna Be Somebody”.

Si torna al palco secondario per salutare SHERPA, ex bassista/cantante nonché autore e fondatore dei mitici Baron Rojo dei quali suonerà diversi brani. Fenomenale anche la successiva esibizione degli ALQUIMIA, nuova creatura di Alberto Rionda, ex leader e deus ex machina degli ormai sciolti Avalanch. Lui non è solo un grandissimo chitarrista ma anche e soprattutto un grande compositore. Pezzi spesso molto veloci con grandi melodie e grande cura per i suoni e per i dettagli. Molto bravo e convincente anche il giovane cantante, forse non all'altezza dell'”ex” Ramon Lage ma sicuramente un grande talento. Il repertorio è composto per tre quarti da brani del primo, e per il momento unico album del gruppo, e per il restante da capolavori degli Avalanch. Grandissimo successo e scenario B straripante. Non posso a questo punto perdermi il guitar hero in assoluto: MICHAEL SCHENKER. Magrino e un po' deperito, non si può certo dire che fisicamente sia in gran forma: per fortuna il sorriso non lo abbandona mai e anche i suoi continui balzelli ci fanno ben sperare.

Suona sempre da dio, con il suo magico tocco che rende ogni sua nota una poesia. Alla voce c'è Dougie White mentre al basso e alla batteria troviamo i due ex Scorpions Bucholz e Rarebell! Cosa dire della set list quando si può contare su pezzi propri (MSG e Temple of Rock), degli Scorpions e degli UFO. Concerto indimenticabile. E' la una esatta, ora perfetta per le celebrazioni sataniche dei BEHEMOT. Lo spettacolo è davvero inquietante con Nergal, maestro di cerimonia, che entra in scena alzando al cielo due torce e al suo fianco Seth e Orion immobili come gargoyles di granito nero. Buon concerto, davvero bestiali.

Degli storici PANZER riesco a seguire solo un paio di canzoni ma sono le da un pezzo passate le due di notte e le gambe non reggono più...

Il sabato arrivo al recinto nel momento in cui iniziano a suonare i LUJURIA, band capitanata dal cantante Oscar Sancho più noto per il suo carisma e dedizione alla causa che per la sua voce. Partono velocissimi con “Mozart y Salieri” per continuare con i loro classici cantati come “Sin para de Pecar”, “Corazon de Heavy Metal”. Non può mancare un suo intervento “politico” a favore della Palestina così come le sue sempre acclamatissime disquisizioni sullo spirito di fratellanza del popolo Rock. Grande come sempre. GliELUVEITIE hanno moltissimi fans al seguito ma dal vivo non mi convincono granchè e apprezzo decisamente di più l'esibizione degli svedesi H.E.A.T.

Il cantante è schizzatissimo, salta, corre, ha un'energia impressionante tanto da dare l'idea di avere in corpo qualche potente “additivo”...

Tutto il gruppo è molto compatto e riesce ad offrire un ottimo spettacolo coinvolgendo il pubblico al 100%. In ordine sparso ricordo l'iniziale “Point of no Return”, “Beg beg beg” e la conclusiva “Living on the Run”. Conoscevo poco gli HEAVEN SHALL BURN e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Esibizione allo stesso tempo molto tecnica e di cuore con al microfono un ottimo Marcus Bischoff che per l'occasione sfoggia una garibaldina camicia rossa. Non assisto a tutto lo show perchè contemporaneamente stanno suonando gli ARS AMANDI una delle primissime formazioni spagnole di Folk Rock e non voglio perdermeli. Scelta azzeccata perchè trovo una grande band con grandis pezzi spesso impreziositi dall'utilizzo di strumenti a fiato della tradizione castigliana suonati dal cantante Dani Aller.

Apprezzo molto anche l'esibizione dei BATTLE BEAST, davvero scatenati e carichi di un'energia contagiosa. Brava e con una voce davvero potente l'aggressiva cantante che sin dalle prime note dell'opener “Let it Roar” lascia intendere che lo spettacolo sarà intensissimo. Molto bravi anche loro. Parto un po' prevenuto con gli HAMMERFALL ma devo ricredermi perchè sono in grandissima forma e la set list è strepitosa: a parte il nuovissimo brano “Bushido”, pescano principalmente dal vecchio e più apprezzato repertorio ed in particolar modo dal mitico Glory To the Brave.

I VOLBEAT si amano o si odiano, io li amo.

Intendiamoci, non è stato amore a prima vista, c’è voluto un po’ di tempo e ho dovuto superare qualche piccola barriera mentale ma alla fine ho ceduto al loro fascino. Tutto vero quello che si dice di loro, che prendono il meglio dei Metallica e lo ripropongono in chiave Presley-Cash-R’n’R-Rockabilly e chi più ne ha più ne metta, ma lo fanno così bene che non si può rimanere indifferenti alla loro musica e ai loro shows.

La simpatia e la cordialità dei Nostri è tale da farceli sembrare vecchi amici di sempre.

Fuochi, fiamme e set list classica con finale veramente entusiasmante con una decina di “piccoli fans” (tra gli 8 e i 10 anni) tutti sul palco a cantare “The Mirror and the Ripper” e a farsi foto con la band. Dieci e lode.

Siamo in dirittura d’arrivo e, unico gruppo presente in tutte le nove edizioni del Festival, è la volta dei locali WARCRY, attualmente il gruppo con maggior seguito e successo in Spagna e America Latina.

La collaudatissima coppia Victor e Pablo Garcia, rispettivamente voce e chitarra del gruppo, non delude mai e riesce a tenere sempre altissima la tensione. Il loro pubblico conosce a memoria tutte le canzoni e le canta a squarcia gola sia che si tratti delle più recenti “Quiero Oirte”, “Huelo el Miedo” sia che si tratti delle storice “La Vieja Guardia” o “Capitan Lawrence”. Promossi a pieni voti.

Siamo agli sgoccioli.

E’ ormai l’una passata ma nonostante il fisico provato non è possibile lasciare lo stadio di Villena senza godersi lo show di due dei personaggi più influenti di sempre della scena metallica: Kai Hansen e Michael Kiske attualmente insieme come UNISONIC.

Anche loro non sono più proprio dei teen ager e l’ora tarda non gioca esattamente a loro favore dandomi l’idea di essere un pochino spompati. Ci danno un’anticipazione del nuovissimo album oltre a suonare il meglio del loro ottimo primo lavoro omonimo. L’immortale “I Want Out” mi accompagna verso casa.

Mi dispiace ma non ce la posso proprio fare a tirare le 3.25 per vedere l’ultimo spettacolo di Leo Jimenez.

Sarà per l’anno prossimo dove prevedo una decima edizione del Leyendas del Rock con grande botto!

Pubblicato sulla rivista METAL MANIA

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