LEYENDAS del ROCK 2015


LEYENDAS DEL ROCK

5-8 agosto 2015

Polideportivo di Villena (Alicante)

Ridendo e scherzando il Leyendas del Rock arriva a festeggiare il decimo anniversario.

Dieci anni di sorti alterne e finalmente nel 2013 il salto di qualità raggiunto sia grazie

alla scelta di una location stabile e all’altezza di un festival internazionale (un grande e moderno centro polisportivo) sia alla possibilità di mettere insieme un bill di tutto rispetto.

Due sono i palchi situati nel campo da calcio in erba e, a poca distanza, si trova un terzo palco di dimensioni ridotte dove si esibiscono gruppi emergenti e “relativamente” meno blasonati.

Adiacente al campo, l’asso nella manica, una piscina olimpionica dove, metallari di ogni dove possono rimanere in ammollo senza perdersi una sola nota.

Mercoledì

Sono le 18 e 30 e l’apertura del festival spetta agli spagnoli OKER, giovane band di metal classico in puro stile ottantiano. In Spagna stanno riscuotendo un discreto successo proprio grazie alla loro intransigenza e, nonostante il caldo atroce, il pubblico si accalca nelle prime file.

Seguono gli STORM, gruppo hard rock storico, in patria paragonato (con le debite proporzioni) ai Deep Purple; buon concerto dove effettivamente si notano le influenze dei loro illustri padrini.

La prima band internazionale a calcare le scene sono i SEPULTURA. Non sono un grande fan del gruppo ma devo riconoscere che, nelle due ore a loro disposizione danno vita ad un’ottima prova, brutale, trascinante e coinvolgente. Derrick Green tostissimo.

Indiscussi vincitori della serata i MEDINA AZAHARA.

Hanno un sound personalissimo fortemente influenzato dalle loro origini andaluse: atmosfere e melodie arabeggianti si susseguono su una struttura di solido hard rock. Bravissimi

Giovedì

Caldo…alle quattro di pomeriggio siamo gia sui 40 gradi.]

Ci accolgono gli AMARANTHE: non male il loro metalcore anche se per i miei gusti un po’ troppo poppeggiante. Dal vivo comunque rendono bene ed Elize ci sa fare.

Tutt’altra musica con i DESTRUCTION. Qualche lieve problema audio iniziale non impedisce a Schmier e soci di dar vita ad uno show potentissimo. “Thrash till death” scatena il primo pogo della giornata.

Grandissimi i BACKYARD BABIES che aprono con la bellissima “Thirteen or nothing”. Attitudine e padronanza del palco davvero ineguagliabili. Questo è rock’n’roll.

Unico gruppo italiano i FLESHGOD APOCALYPSE. Precisi, tecnici e brutali offrono anche un buono spettacolo grazie ad un look spettrale. Pubblico molto numeroso. I SONATA ARCTICA aprono a sorpresa con “White pearls, black oceans” . Poi naturalmente i grandi capolavori pescati principalmente dalla discografia meno recente (“FullMoon”, “8th Commandment”). Bravi e in ottima forma.

Non possedendo il dono dell’ubiquità e grazie ai pass all-areas concessi a MetalManiac, il mio socio (nonché fratello) Davide ed io riusciamo a trovare le più impervie scorciatoie che collegano i vari palchi per cercare di documentare al meglio l’intero evento e, ci suddividiamo i compiti per non perderci DEATH TO ALL (DTA) e JORGE SALAN che suonano contemporaneamente.

I primi, sfoggiano una tecnica impressionante con un pazzesco Max Phelps alla chitarra e microfono supportato da una base ritimica firmata Gene Hoglan e Steve Di Giorgio: no comment!. Il secondo, si rende artefice di un’esibizione coinvolgente, dimostrando grande abilità nel saper miscelare con gusto rock, hard rock e blues.

OVERKILL rocciosi e massicci come sempre ci si aspetta da loro ma senza particolari guizzi.

Anche i BLUES PILLS mi lasciano con un leggero senso di amaro.

Buon gruppo, brava e affascinante la bionda cantante ma pezzi abbastanza legnosi e monotoni. Hanno buone potenzialità ma devono ancora maturare.

Niente da dire invece sull’esibizione dei WITHIN TEMPTATION.

Sharon è veramente una grande cantante (affabile e alla mano anche nel back stage) ed è sostenuta da un’ottima band. Emozionante la conclusiva “Ice Queen”.

Sterzata power con i SABATON: anche qui in Spagna hanno un enorme seguito e lo si capisce subito dalla clamorosa accoglienza che il pubblico riserva a Joakim Brodèn. Che dire, con “Ghost Division” e “Swedish Pagan” i Sabaton vincono a mani basse.

Rimaniamo in campo power con i GAMMA RAY ma, ahimè, il risultato non è lo stesso ottenuto dagli svedesi. A differenza del recente show tenuto al festival di Emergency, non c’è Frank Beck a supportare Hansen al microfono che, sinceramente se la cava pure bene, ma la sensazione di noia è la stessa provata allora. Lunghe intro e outro, intermezzi interminabili, insomma veramente troppi tempi morti che fanno precipitare la tensione. Spero di potermi ricredermi alla prossima occasione.

Sono le due di notte quando iniziano a suonare i TIERRA SANTA.

Il pubblico è numerosissimo e dimostra apprezzare lo show incentrato sui grandi classici del passato: “Alas de fuego”, “Indomable”, “Pegaso”, “Sangre de reyes”, non c’è canzone che il pubblico non canti a squarciagola. Grandissimi.

Venerdì

Con gli ORPHANED LAND scopro una grandissima band. Il cantante, tunica nera e piedi nudi, ci ipnotizza con la sua voce supportato da un gruppo solido e affiatatissimo. Un’altra band con un grande seguito sono i TURISAS: decine e decine i fans nelle prime file con i colori di guerra sul viso che cantano “Battle Metal” e “Stand up and Fight”. Il loro meet & greet durerà quasi due ore e si originerà ad una coda kilometrica.

Peavy e Manni Schmidt sono una garanzia assoluta: bello ascoltare dai REFUGE pezzi come “Time waits for no one”, “Solitary man” o “The missing link”. Un trio che vale per dieci. Piove e minaccia bufera (fortunatamente il tutto si risolve con soli 10 minuti di fortissimo vento) quando iniziano a suonare ROCK ICON all star band che vede alternarsi alla voce Eric Adams (Mr. Big) e Joey Lynn Turner, quest’ultimo decisamente più in forma rispetto all’ultimo Frontiers Festival e con un repertorio più appropriato. Gli EDGUY non riservano sorprese, sempre impeccabili nella forma e nel contenuto e sempre diretti dall’autorevole e simpaticissimo Toby Sammet. Grandi, praticamente perfetti. Piacevolissima sorpresa i RECKLESS LOVE, ottimo gruppo con un grande frontman che, allo stato attuale, ha ben poco da invidiare a gente come Vince Neil. Bello spettacolo e ottimi pezzi, meritano. DARKNESS divertentissimi con un Justin Hawkins ispirato ed in in gran forma. Show davvero coinvolgente. Bene anche gli spagnoli ASFALTO, gruppo che nasce negli anni 70 fautore di un rock progressivo molto vario ed originale. Grande classe.

Gruppo di punta in Spagna insieme ai Mago de Oz sono i WARCRY che propongono un setlist interamente scelto dai fans tramite referendum online. Il cantante Victor Garcia, vero trascinatore, porta la band al trionfo cui sono abituati in questo Festival di cui non hanno saltato una sola edizione. DORO si fa apprezzare non solo per il suo fascino magnetico ma anche per la sua grande simpatia e spontaneità. Set list incentrata sui grandi classici Warlock, con finale incandescente a base di “All we are” (coreata da tutta l’audience) e “Hellbound”. Iniziano a suonare alle tre di mattina ma non posso perdere gli ALQUIMIA del geniale e sempre ispiratissimo chitarrista Alberto Rionda. Power metal mai scontato, grandissime linee melodiche, grandi pezzi e ottimo cantante. In alcune cose ricordano i migliori Stratovarius dei tempi d’oro. Assolutamente da conoscere.

Sabato

Mentre Gerre dei TANKARD si percuote divertito il panzone tremulo con il microfono, comincia a piovere. Durerà poco ma, grazie al cielo, la temperatura rinfrescherà notevolmente.

Federico e Martino (gli altri due membri della delegazione tricolore) ne approfittano per ripararsi nel back stage e scattarsi selfie insieme a vips, preferibilmente femminili.

Si fanno però sfuggire la foto ricordo con la rossa e cerulea Simone degli EPICA. Il gruppo ha ormai raggiunto da tempo una piena maturità e conduce lo show in maniera perfetta. Band assolutamente affiatata dove ogni singolo membro ha una personalità ben definita. Sulla conclusiva “Consign to oblivion” bassista e tastierista scendono nella fossa dei fotografi mandando in estasi i fans delle prime file.

I SODOM scatenano un circle pit devastante e saranno decine i metalheads che si ammaccheranno le ossa “surfando” verso il palco sulle nostre teste. Identico discorso per i KREATOR di Mille Petrozza che durante “Extreme aggression” aizza la folla al pogo più estremo dando parecchio da fare alla security.

A causa di un contrattempo l’esibizione dei FINNTROLL viene spostata nel palco secondario che si riempirà all’inverosimile. Simpatici e divertenti ci regalano un’ora di puro casino . E’ la volta di due gruppi iberici, pressochè sconosciuti da noi ma illustrissimi in patria: SOBER e LOS SUAVES.

I primi suonano un rock-metal alternativo con grandi melodie arrangiate in maniera parecchio pesante e aggressiva. I secondi sono un gruppo di hard rock classico capitanati dall’istrionico Yosi, tostissimo ultra-sessantenne dalla voce resa roca da anni di abusi. Entrambi amatissimi ed acclamatissimi.

Ci avviciniamo al finale e a mezzanotte riesco a godermi un piacevolissimo concerto degli STORMZONE, iniziato un po’ in sordina e con un pubblico decisamente scarso e terminato invece con un sacco di gente a fare headbanging sotto il palco. Bravi questi irlandesi.

Le ultime note della giornata che ascolto sono quelle dei SATYRICON. L’ora è ideale (è da poco passata l’una) e la scenografia molto suggestiva, un cielo tempestoso con un caotico volo di corvi forse anche per questo apprezzo particolarmente il concerto.

“K.I.N.G.” è il pezzo con il quale i norvegesi prendono commiato dal pubblico e noi dal Festival, sono le due passate e tra quattro ore suona la sveglia.

Ottima l’affluenza (un totale di circa 20.000 presenze) e perfetta l’organizzazione.

Simpatica anche l’idea di organizzare un torneo di “soft combact” durante il quale i contendenti si affrontano armati di scudi, asce e spadoni cartonati!

Che altro aggiungere, stanchi, stanchissimi ma assolutamente sodisfatti: superfluo dire che anche l’anno prossimo ci saremo.

Testo: Cesare e Davide Macchi

Foto: Cesare Macchi

Pubblicato sulla rivista METAL MANIAC

Pubblicato sul sito HEAVYMETALWEBZINE


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