CLUSONE ROCK - 02 JUL 2016 Clusone (BG)


Arriva l’estate e torna l’imperdibile appuntamento con il CLUSONE ROCK. Anno dopo anno il festival sta acquisendo una dimensione sempre maggiore e quest’anno, come al solito gratuitamente, ci offre l’esibizione di due mitiche band quali Praying Mantis e Bonfire. A supportare gli headliner troviamo due altrettanto mitiche band nostrane attive già dai primi anni ottanta, che rispondono al nome di Revenge e Danger Zone.

Sono i pesaresi REVENGE ad inaugurare il festival. Partono carichissimi entusiasmando da subito i presenti con grandi melodie e riff quadrati e poderosi. I due membri della formazione originale Red Crotalo e Kevin “Hell” Throat dimostrano la avere la classe e la personalità dei veri rocker old style così come l’intera band si dimostra compatta ed affiatatissima. Un’ora abbondante durante la quale, oltre a perle dei loro demo risalenti ai primissimi anni 80 (‘Rock you to the top’), ci deliziano con pezzi tratti dal davvero ottimo ‘Survival Instinct’, uscito giusto un paio di anni fa: ‘Crazy Nights’ e ‘Home Again’, impreziosita dal guitar solo di Red Crotalo. Una granitica conferma per i fan di vecchia data e una piacevolissima sorpresa per chi ancora non li conosceva. Il tempo di bersi una birretta e curiosare per le bancarelle della mostra del vinile e del CD che da sempre accompagna il Festival Clusone Rock ed è la volta dei PRAYING MANTIS, gruppo che sicuramente ha avuto meno successo di Iron Maiden, Saxon o Def Leppard ma che ha ugualmente contribuito alla nascita della NWOBHM. I fratelli Troy non sono certo dei ragazzini ma hanno ancora grinta ed entusiasmo da vendere così come il cantante John Cuijpers che avevo già avuto modo di apprezzare al Frontiers Rock Festival dell’anno scorso. Uno show fresco e pieno di energia, attitudine e melodia; bello vedere molti giovanissimi nelle prime file cantare a memoria i pezzi della band. Aprono il concerto con la epica ’Fight for Your Honour’ tratta dall’ultimo ‘Legacy’ e da subito si capisce che hanno una gran voglia di divertirsi e di far divertire. La setlist è molto varia ed eterogenea, e insieme ai pezzi più recenti (‘Believable’, ‘The Runner’) include brani risalenti sia alla discografia ottantiana (‘Panic in the Streets’, ‘Praying Mantis’) che a quella successiva (‘Rise Up Again’, ‘Highway’). Concerto perfetto con una costante e appassionata interazione tra band e pubblico. La serata si conclude con un brindisi a base di birra sulle note di ’Captured City’.

Il sabato si inizia più tardi dato che la serata coincide, purtroppo, con i quarti di finale del campionato europeo e questa sera, manco farlo apposta, si scontrano Italia e Germania! Alle 21 e 45, appena finito il primo tempo e da poco terminato un acquazzone biblico, attaccano i DANGER ZONE. Principale e probabilmente unico handicap del gruppo è quello – solito – di non essere nato in territorio anglosassone visto che Gigantelli, Priori & Co meriterebbero una considerazione sicuramente superiore a quella che attualmente vantano. Grandissima tecnica e pezzi veramente fenomenali, con melodie e arrangiamenti all’altezza dei ben più blasonati nomi dell’Hard e AOR mondiale. Anche loro come i connazionali Revenge e con la medesima storia ultratrentennale, propongono pezzi della prima discografia insieme a cose più recenti, dando giustamente spazio al nuovissimo ‘Closer To Heaven’ (‘Turn it Up’, ‘Human Contact’, vero capolavoro. Quando finiscono di suonare, Italia e Germania stanno ancora pareggiando e molti (di certo non io) si trovano di fronte al dilemma se piazzarsi sotto il palco per godersi i BONFIRE o rimanere inchiodati al megaschermo allestito al bar della piazza per vedere la fine della partita. Il dilemma viene risolto da Hans Ziller, unico membro ufficiale del gruppo e capo assoluto che dimostrandosi probabilmente poco “tedesco” e poco sensibile nei confronti del pubblico, deciderà di vedersi tutta la partita, supplementari e rigori inclusi, ritardando l’inizio dello show di quasi un’ora. Questo significherà un concerto piuttosto breve con l’esclusione di almeno quattro o cinque pezzi rispetto al set programmato. E senza dubbio la tensione durante lo show è palpabile e si palesa quando il buon David Reece – Accept, Bangalore Choir, e attualmente in coppia con Mario Percudani nei RPG – annuncia che quello di oggi sarà il suo ultimo concerto con i Bonfire. Non voglio entrare troppo nel dettaglio ma da quanto ho intuito credo che questa si stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. In ogni caso lo show, seppur breve, è stato sufficientemente gradevole, con un ottimo Reece che per tutta la serata ha brandito la nostra bandiera tricolore, una buona band (forse col senno di poi, inizialmente un po’ a disagio e legnosa) e un leader alla chitarra, quadrato ma piuttosto freddino. I pezzi che conosciamo tutti sono sempre buoni (‘Strike Back’, ‘Give It a Try’, ‘S.D.I.’, ‘Ready 4 Reaction’…) ma sicuramente stasera è mancata la passione. Peccato. E pure peccato che ai rigori la Germania ci abbia fatto fuori… Festival ancora di dimensioni abbastanza famigliari ma che anno dopo anno continua a crescere e ad attirare un pubblico sempre maggiore. Grande musica, ottime le birre, buone le salamelle locali, mostra del vinile e del cd interessantissima e tanti begli incontri (immancabile il mitico Beppe Riva).

Pubblicato sul sito LOUDANDPROUD.IT

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