IRON MAIDEN - Assago Forum (MI) - 22JUL2016


Gli Iron Maiden sono i migliori, i più grandi, su questo non ci piove. Durante la loro più che trentennale carriera non mi hanno mai deluso, anche nei momenti più difficili. Non si sono mai venduti né si sono mai adeguati o piegati alle tendenza del mercato. Sono cresciuti, aggiungendo di volta in volta nuovi elementi alla loro musica senza però mai snaturarla. È passato tanto tempo ma non sono invecchiati, sono maturati come il buon vino. E il fatto che la loro coerenza sia apprezzata e premiata dal pubblico è dimostrato dal pienone che fanno ad ogni concerto così come questa sera al Forum di Milano con i biglietti esauriti da mesi (purtroppo anche a causa dei parassiti del bagarinaggio sia fisico che virtuale). La scenografia, come sempre molto curata, si basa ovviamente sulle tematiche dell’ultimo album, quindi elementi architettonici precolombiani. Altari e piattaforme con decorazioni e bassorilievi in stile Atzeco-Maya e una grande piramide a gradoni a dominare il tutto. Ma il vero spettacolo sono loro, i sei Maiden, che manco fossero sei sbarbatelli si divertono e corrono di continuo a destra e a sinistra. Impressionante vedere come tutti, ma proprio tutti i pezzi, incluso quelli del nuovo album vengano cantati all’unisono dal pubblico, composto da tre generazioni di rockers e metallari!

Dopo l’ormai abituale “Doctor Doctor” degli Ufo, si spengono le luci e parte la registrazione della intro. E’ subito delirio con i pezzi del nuovo album il cui battesimo avviene con “If Eternity Should Fail” e “Speed Of Light”. Band in formissima che prosegue con una poderosa “Children Of The Damned” sulla quale i cori del pubblico sono scontati. Bellissime devo dire, le immagini e gli scenari che si alternano sul megaschermo alle spalle della band, in accordo con i brani suonati. Ho trovato la voce di Bruce Dickinson spettacolare, nonostante i recenti problemi di salute: calda, potente, altissima e sempre magistrale a livello interpretativo. Tra l’altro non sta fermo un attimo, è un continuo saltare da una parte all’altra del palco, davvero mitico. Maestoso anche Steve Harris, non così frenetico e schizzato come il cantante ma comunque grandissimo protagonista soprattutto in qualità di direttore d’orchestra. Non sbaglia un colpo e con l’inconfondibile suono del suo Fender stabilisce tempi e ritmo dello show. Dave Murray e Adrian Smith sono le solite colonne della band, il primo più sorridente e pacioso il secondo più concentrato e serioso, entrambi due mostri. Grandi suoni, chitarre precise che si intrecciano in continuazione insieme anche a quella del tarantolato Janick Gers, bravo ma tra tutti sicuramente il meno indispensabile. Immancabili e direi, scontati (anche se sempre ben accetti) i cambi d’abito di Dickinson: giubba rossa e bandiera dell’Union Jack per “The Trooper”, maschera tribale e teschi vari per “Powerslave” e “The Book Of Souls”, un bel cappio al collo per “Hallowed Be Thy Name”… insomma tutte cose già viste più e più volte (almeno per quanto mi riguarda) ma che mi gasano sempre e che rivedo sempre stravolentieri. Last but not least l’ilare Nicko alla batteria, motore del gruppo. Preciso, quadrato e potente come sempre anche se, secondo il mio personalissimo gusto, privo del tocco magico ed estroso del mio adorato Clive Burr. Irrompe in scena anche Eddie, con le sembianze di qualcosa di abbastanza indefinibile… uno spettro Maya? Uno scimmione? Boh, qualunque roba sia, non evita di inscenare la solita rissa con Gers. Una volta “Iron Maiden” significava la fine dello show, oggi significa invece che mancano solo i bis che saranno “The Number Of The Beast” (tra esplosioni e lingue di fuoco), “Blood Brothers” e la conclusiva “Wasted Years”. Confesso di essere assolutamente di parte e quindi abbastanza poco obiettivo ma credo che il live di questa sera, includendo scenografia, coreografie, suoni, tecnica, pezzi, colore, cuore e canzoni sia stata memorabile, il miglior concerto dell’anno (benchè non sia ancora finito), il miglior gruppo di sempre. Forever, up the Irons!

SETLIST:

If Eternity Should Fail

Speed of Light Children of the Damned Tears of a Clown The Red and the Black The Trooper Powerslave Death or Glory The Book of Souls Hallowed Be Thy Name Fear of the Dark Iron Maiden bis: The Number of the Beast Blood Brothers Wasted Years

Pubblicato sul sito HEAVYMETALWEBZINE

Pubblicato sul sito MARISKALROCK.COM

#ironmaiden #brucedickinson #steveharris

Post in evidenza
Post recenti