RAGE+TYR - Milano 02/04/2012

RAGE + TYR + COMMUNIC + SCAR OF THE SUN

02 apr 2012

Bitte Club – Milano

Per l’unica data italiana degli immensi Rage (accompagnati dai validissimi TYR) non dico che mi aspettavo il tutto esaurito ma un bel pienone sì.

Per questo è stato davvero deludente rendersi conto che, in una serata senza partite di coppa, posticipi o concerti “in concorrenza”, non saremo stati più di 150. Misteri insondabili del cosmo…

Ci sono altri due gruppi in scaletta, i greci Scar of the Sun e i norvegesi Communic: hanno entrambi pochissimo tempo a disposizione ma suonano con grande entusiasmo nonostante la desolante platea e ci lasciano un buon ricordo.

Il tempo è tiranno anche per i TYR che, purtoppo, avranno la possibilità di suonare solo quattro pezzi. I vichinghi delle Faer Oer aprono con il coro ipnotico di Sinklars Visa per proseguire con la poderosa Flames of the Free dell’ultimo album The Lay of Thrym. Nonostante lo scarso pubblico, comunque sempre partecipe, non si risparmiano assolutamente (in particolarmodo lo stralunato bassista) e suonano mettendoci grande cuore e sudore. Ci salutano con Take Your Tyrant e con la tiratissima Hold the Heathen Hammer High. Ottimo gruppo con buone canzoni e melodie, a volte dissonanti, ma sempre originali e buona preparazione tecnica dimostrata ampiamente questa sera. Non riescono forse a essere troppo comunicativi e ad interagire con il pubblico ma, si sa, proprio latini non sono…

Sono quasi le dieci quando la voce registrata della croupier annuncia allo sfigato giocatore che è fuori, ha perso, il banco vince…House wins.

I Rage sono un trio ma sembra di avere a che fare con un’orchestra di cento elementi tanta è la potenza che sprigionano e la compatezza che dimostrano. Il locale, un ex centro sociale assolutamente inadatto per concerti di questo tipo, è piccolissimo e abbastanza triste e, se aggiungiamo lo scarso pubblico presente, potrebbe essere abbastanza per schiantare il morale togliere entusiasmo e voglia di vivere a chiunque.

E invece i Nostri, non si perdono mai d’animo e ci mettono l’anima dall’inizio alla fine, ironizzando ogni tanto sul “meraviglioso” stage (due metri, due metri emmezzo per tre) e scherzando con le prime file che, praticamente, sono a un metro di distanza. Una specie di festicciola casalinga insomma, ma con un gruppo davvero galattico.

Il colossale Peavy (sempre piú grosso ma stagno!) non smette mai di sorridere e non perde un colpo, così come non perde un colpo la sua voce aggressiva, ruvida e violenta.

E cosa dire di Victor Smolsky: un vero artista, fenomenale sia come chitarrista ritmico sia quando si lancia nei suoi personalissimi assoli sempre carichi di sentimento. Senza dubbio uno dei migliori chitarristi attualmente in circolazione.

Suonano parecchi pezzi dell’ottimo “21”, recuperando del repertorio classico solo The Crawling Chaos da Black in Mind e la acclamatisisma Refuge da Missing Link.

Con Soundchaser, unico bis, ci salutano lasciandoci orfani di Higher than the Sky implorata a gran voce da tutti i presenti.

Peccato che a un gruppo, a mio avviso fondamentale, come i Rage tocchi suonare in locali così poco idonei e di fronte a un pubblico così esiguo, ma come ho detto al principio, questi sono misteri insondabili del cosmo.

TYR setlist

  1. Sinklars Visa

  2. Flames of the Free

  3. Take your Tyrant

  4. Hold the Heathen Hammer High

RAGE setlist 1. House wins (intro)

2. Twenty One

3. Forever Dead

4. Paint the Devil on the Wall

5. Feel My Pain

6. Serial Killer

7. The Crawling Chaos

8. No Regrets

9. Unity

10.Refuge

11.Great Old Ones

bis

12.Soundchaser


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